lun 21 marzo 2016Intervista con Nicola Spirig
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Da ben cinque anni Nicola Spirig domina la scena del triathlon. È stata campionessa europea, campionessa del mondo e medaglia d’oro olimpica. Quest’anno vuole difendere il titolo nonostante la frattura del metacarpo, avvenuta a causa di una caduta ad Abu Dhabi, ai giochi olimpici di Rio.

Ad agosto sono in programma i giochi olimpici. Come ti stai preparando nei mesi che precedono questo grande evento?

Da gennaio ad aprile mi trovo a Gran Canaria e Maiorca per ritiri di allenamento di due-tre settimane. Dall’inizio di marzo ho cominciato con le prime competizioni per tornare in “modalità di gara”. Alla fine di maggio vorrei partecipare agli europei di Lisbona come tappa intermedia sulla strada per Rio. Quest’anno non voglio raggiungere la forma piena troppo presto, ma sfruttare gli ultimi tre mesi prima di Rio nel ritiro di allenamento ad alta quota di St. Moritz per raggiungere il top assoluto della forma. Per Rio partirò solo tre giorni prima della gara.

Da quasi tre anni non sei solo triatleta, ma anche mamma. Come fai ad organizzare questo doppio lavoro, ovvero a conciliare allenamento/lavoro e famiglia?

Sono molto fortunata perché faccio parte di una grande squadra che mi aiuta molto, e naturalmente ho il sostegno di mio marito Reto. Attualmente si occupa soprattutto lui di Yannis, in modo che possa concentrarmi ottimamente sull’allenamento. Reto e Yannis mi accompagnano molto spesso nei ritiri di allentamento, il che per me è una situazione ideale. In Engadina abbiamo affittato un appartamento che per Yannis è come una seconda casa e per me sarà, come ho spiegato, la località di allenamento degli ultimi mesi prima di Rio. Così posso conciliare ottimamente famiglia e allenamento.

Armonizzare tutto non è sicuramente facile, ma grazie a Yannis ora ho una prospettiva molto diversa nei confronti dello sport, ovvero più flessibile, il che per me è sicuramente positivo.

Il tuo successo è anche merito del tuo allenatore Brett Sutton. Che cosa lo distingue particolarmente? Di quali consigli potrebbero approfittare gli atleti dilettanti?

Brett è allenatore a tempo pieno da 40 anni, inoltre si occupa di vari sport e quindi ha un’esperienza incredibile. Con oltre 20 campioni del mondo e tre medaglie olimpiche con diversi atleti, sa esattamente cosa serve agli atleti per conquistare il successo. Sono molto colpita dalla sua ampia conoscenza della natura umana. Si comporta in modo diverso con ogni atleta, adattandosi alla sua personalità e allenandolo in base alle sue particolari esigenze. Inoltre sa creare un ambiente ideale con il gruppo di allenamento internazionale e consente di essere concentrati, motivati e allenarsi a un livello molto elevato.

Nella distanza olimpica hai ormai vinto tutto. Ti vedremo presto affrontare la distanza Ironman? Che cosa significherebbe per il tuo allenamento?

Non ho ancora deciso cosa fare dopo i giochi olimpici di Rio. Il passaggio alla lunga distanza significherebbe di sicuro che il percorso in bicicletta aumenterebbe, mentre quello in piscina si ridurrebbe. Sarebbero necessarie sessioni di maggiore durata, ma fondamentalmente non cambierebbe molto nel mio allenamento. Già ora mi alleno spesso con atleti del mio gruppo che partecipano a gare di lunga distanza, la filosofia di allenamento è simile, solo la durata dell’allenamento nelle rispettive discipline è distribuita diversamente.


Foto: ZVG

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