
Ancora non ci siamo e per ora è possibile che in pianura non cada neve almeno fino a Natale. Ci sono però alcune alternative di allenamento con cui i fondisti possono prepararsi all’inverno.

Nel 2007 Toni Livers, atleta quasi sconosciuto, vinse una gara di Coppa del mondo di 15 chilometri in stile libero. Da allora nella gara di Coppa del mondo Toni scala regolarmente le classifiche, ha preso parte più volte ai campionati mondiali e alle olimpiadi e ha vinto numerose gare amatoriali.
Diversamente da altri atleti di Coppa del mondo tu partecipi anche alle gare amatoriali. Che cosa rende interessanti queste gare per te? In quali ambiti ti senti superiore, in quali ravvisi delle sfide personali o ti senti magari inferiore?
Per bilanciare un po’ lo sforzo occorrente per partecipare alla Coppa del mondo penso che sia un’ottima idea disputare anche grandi e note gare amatoriali. Il fatto di potersi misurare direttamente con alcuni tra i migliori fondisti del mondo è una caratteristica che distingue in particolar modo lo sci di fondo.
In Coppa del mondo sono abituato alle salite ripide e alla variazione del ritmo. Nelle fasi più dure e verso la fine delle gare questo aspetto mi risulta vantaggioso. Spesso sono soprattutto la distanza delle maratone e la durata della gara a costituire invece una sfida a livello di alimentazione e affaticamento.
Nelle gare Worldloppet più lunghe, come la Vasaloppet o la Transjurassienne, gli specialisti della lunga distanza sono nettamente più preparati.
Quali suggerimenti dai a chi quest’anno vorrebbe partecipare a una gara di sci di fondo?
Personalmente vedo la gara come un’avventura. Il viaggio inizia con l’allenamento. A tal fine, oltre a un allenamento generale e variegato, si deve tener conto delle peculiarità della gara da disputare. Nelle competizioni classiche è decisivo l’allenamento contemporaneo con entrambi i bastoncini, mentre per le gare insolitamente lunghe sono essenziali il corretto ristoro e la gestione del bilancio energetico. Durante la gara è importante rispettare alcuni principi di base: scegliere il ritmo iniziale ideale, assicurare un’alimentazione adeguata durante il ristoro e godersi l’evento (natura, spettatori).
Tu partecipi alla Coppa del mondo ormai da molti anni. Come è cambiato questo sport? Come sono cambiati i requisiti di allenamento e le attrezzature?
L’industria sportiva ha fatto enormi progressi negli ultimi anni. Lo scarpone, l’attacco e lo sci stesso sono diventati un’unità stabile, il che permette di trasmettere meglio la forza e ha potenziato la tecnica.
Oltre alla resistenza è diventata cruciale anche la forza, specificamente applicata allo sforzo dello sciatore. Gli atleti oggi sono più forti e stabili nella parte superiore del corpo rispetto ad alcuni anni fa.
Quali sono secondo te le ragioni principali per i tuoi successi? Che cosa potrebbe fare un atleta dilettante per imitarti?
Io adoro lo sci di fondo. La voglia di allenarmi e scoprire nuovi impulsi, novità e sviluppi continua a farmi amare questo sport, che anche dopo tanti anni resta per me eccitante e stimolante. Ci sono sempre cose nuove da provare, ma anche nuovi luoghi ed eventi da sperimentare.

Ancora non ci siamo e per ora è possibile che in pianura non cada neve almeno fino a Natale. Ci sono però alcune alternative di allenamento con cui i fondisti possono prepararsi all’inverno.